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Non parto da un ideale, da un modello rigido da seguire, non ho regole fisse. Salgo in consolle e guardo la pista, sin dal primo momento entro in contatto con i ballerini, li riconosco, li coccolo, so come accontentarli. Come dj mi definisco "generosa", mi piace, quando posso, fare dei piccoli regali ai ballerini che conosco, Indio Manso per il mio amico che dopo un secondo scatta in pista, Paisaje per la mia socia, Humillacion per il fiorentino che gli si illuminano gli occhi ogni volta che lo metto, Corazon de oro per la mia amica romantica, D'Agostino Vargas per il nostalgico di Buenos Aires... Mi piace osservare le coppie ballare, la pista piena, i volti delle donne beati.
Per me scegliere la musica in milonga vuol dire interagire continuamente con la gente in pista, assorbire l'energia e restituirla al tempo stesso, è uno scambio continuo che inizia appena 5 o 6 coppie cominciano a ballare e finisce con l'ultimo brano. L'energia a volte la crea il dj a volte il dj non basta, perchè il luogo è importante, il livello di ballo idem. Una cosa è certa: sono consapevole che la responsabilità della riuscita di una serata se sono in consolle è al 90% la mia e cerco di fare di tutto per far divertire la gente. Non metto solo quello che mi piace o solo quello che piace ai ballerini presenti in sala, cerco di mixare tra il dovere di far divertire la gente presente e la necessità per me di dare personalità alle mie selezioni. Un buon dj sa mediare tra i propri gusti e tra i gusti degli altri, studia e conosce a fondo la musica, possiede di ogni orchestra una buona quantità di registrazioni possibilmente in cd originali e ricerca sempre quello che non ha (è una malattia...), ha orecchio musicale, ascolta la pista e allo stesso tempo le dà una guida. Un cattivo dj ripropone la stessa scaletta a prescindere dalla serata, non riconosce le orchestre, ti guarda allibito se gli chiedi un brano, balla tutta la sera lasciando il compito di selezionare la musica al caso. Mi piace moltissimo l'orchestra di D'Agostino/Vargas e adoro Di Sarli in tutte le salse, dagli anni 40 agli anni 50, strumentale o cantato, senza dimenticare la mia prima passione riconosciuta da tutti per l'orchestra di Calò. Mi piacciono le milonghe di Canaro e i vals di D'Arienzo, di Biagi e De Angelis. Divido la musica in tandas con cortine non ballabili, sfumate e bellissime (a detta dei più...), sin dall'inizio l'ho trovato un sistema molto comodo sia per i ballerini che per il dj, lungi dal voler emulare la Capitale per motivi ideologici quindi bensì pratici. Mi piace molto curare i particolari - come tutte le donne del resto - faccio molta attenzione alla scelta delle mie cortine, che spesso scelgo in base alla stagione, alla città dove metto la musica, ai tangueros in sala o al mio umore. Una piccola regola ce l'ho, al secondo tema della tanda la maggior parte delle coppie presenti deve essere in pista, altrimenti vuol dire che ho sbagliato scelta e cambio rotta. Mi definisco una dj "creativa", gioco con la musica, non ho idea di che orchestra metterò fino a qualche secondo prima che finisca la cortina, mi diverto in consolle a costruire con il pre-ascolto le mie tandas momento per momento, non ho abbinamenti fissi, detesto le scelte scontate, adoro fare dei mix di vals di diverse orchestre ma con lo stesso ritmo, con lo stesso sound o con un senso preciso, crescente, calante...per questo sono molto concentrata in consolle e raramente tollero le chiacchiere vicino al mixer se durano più di mezzo minuto...sarà per questo forse che dicono che ho un caratteraccio???
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